testata registrata presso Tribunale di Napoli n.70 del 05-11-2013 /
direttore resp. Pietro Rinaldi /
direttore edit. Roberto Landolfi

Il manuale del parrucchiere.


Tra i libri, randagi e non, un posto particolare meritano i manuali. Testi nati essenzialmente dalla necessità di avere nozioni ed informazioni pratiche a portata di mano, i manuali oggi soffrono la concorrenza spietata dei tutorial audiovisivi disponibili in Internet e forse continuano ad esistere solo grazie all’adozione da parte delle scuole di ogni ordine e grado.
Alcuni manuali, tuttavia, credo che si comprino – soprattutto sulle bancarelle – per mera curiosità più che per necessità di conoscenza del loro contenuto. È quello che è capitato a me con il Manuale del parrucchiere di Angelo Liberati (Hoepli, Milano 1926). Un volume in formato tascabile composto da due libri: il primo dedicato in generale al taglio dei capelli e delle barbe, il secondo alle acconciature per donne e bambini.
Il manuale, oltre a dispensare consigli utili e dettagli tecnici sulla realizzazione delle varie acconciature, fornisce anche un’interessante panoramica sull’origine e l’evoluzione delle mode in fatto di barba e capelli.
Pur essendo difficile scegliere un passaggio particolarmente significativo di questo volumetto, sono sicuro che troverete utili i semplici e saggi consigli contenuti nelle regole generali del libro primo, se non altro per valutare il garbo e la professionalità del vostro artigiano di fiducia.
«Abbiamo già detto, nella introduzione, che il parrucchiere deve essere pulitissimo, tanto nella persona, quanto negli oggetti che adopera e negli ambienti. Aggiungeremo ora, che la precisione e la sollecitudine sono requisiti primi di un bravo parrucchiere: specialmente oggidì che tutto procede più celermente che non fosse nel passato.
Moltissimi parrucchieri sogliono tenere gli anelli alle dita, anche durante il lavoro; questi sono inconvenienti sotto tutti gli aspetti perché possono graffiare, strappare i capelli e ostacolare il contatto con la pelle, durante la rasatura della barba.
Anche le unghie lunghe sono non solo un incomodo per i parrucchieri, ma addirittura un’indecenza, perché possono pungere e riempirsi di sporcizie infettive.
Durante una pettinatura, un taglio di capelli, od arricciatura, occorre osservare le seguenti regole:
1° adoperare le spazzole in senso strisciante sul capo, ed evitare sempre di poggiarle a piombo sulla testa, poiché esse pungono;
2° non appoggiare mai la mano sul capo, sulla spalla dell’avventore e neppure sulla spalliera della seggiola;
3° occorrendo far girare, alzare o abbassare il capo, si toccherà leggermente con un dito premendo un poco nella direzione che si vuole;
4° evitare di urtare con qualunque arnese contro le orecchie, le quali sono delicatissime;
5° non soffiare mai sul collo allo scopo di farne saltare via i capelli tagliati;
6° mai infilare il pettine nei propri capelli alfine di averlo a portata di mano; esso va lasciato sul tavolo da lavoro;
7° non pulir mai sul pettinatore o taglia-capelli, il pettine o la forbice, dai capelli tagliati ed ivi attaccati;
8° avendo la necessità di girare la sedia da lavoro durante un’operazione, non deve essere fatto all’improvviso, bensì, domandandone permesso al cliente, per prevenirlo;
9° il tenersi lontano dal cliente è sempre un ottimo sistema, perché si evita il contatto, non si manda l’alito sul viso del cliente e non si respira il suo: ciò costituisce una misura igienica reciproca;
10° evitare di prendere col corpo o con le gambe delle posture ridicole e goffe.»


Ivo Grillo