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PNRR Molisso

 IL PNRR E LA RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.

di Vincenzo Molisso.

Il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale (SSN), reso improrogabile dalle criticità e dalle mancanze messe in luce dall’emergenza pandemica, è stato ampiamente demandato alla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Lo stanziamento totale di questa Missione è stato stabilito in 15,63 miliardi di euro (Fig.1, appendice)e non ha subito variazioni a seguito delle modifiche apportate al PNRR nel corso degli ultimi due anni. Al contrario, i fondi addizionali stanziati tramite il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC; DL 59/2021, recepito con la L. 101/2021), quantificati all'inizio in 2,89 miliardi, hanno subito un ridimensionamento (per via del DL 19/2024, recepito con la L. 56/2024, e del DL 113/2024, recepito con la L. 143/2024) e risultano parzialmente rimpiazzati da altri canali di finanziamento. Il raggio d’azione dei provvedimenti è apparso vasto, includendo le cure locali, i presidi ospedalieri, l'ambito scientifico e l'addestramento professionale(Fig.2, appendice). Un'importanza di primo piano riveste il consolidamento dei servizi di cura sul territorio, attuato mediante: la riorganizzazione finalizzata a stabilirne i prototipi e i parametri e, sul fronte della profilassi, a strutturare un differente modello organizzativo integrato tra salute, ambiente e clima (che beneficia anche di stanziamenti del PNC); la costruzione di centri di prossimità, nello specifico le Case della comunità (CdC) e, per le degenze di livello intermedio, gli Ospedali di comunità (OdC), allo scopo di diffondere a tutto il territorio nazionale – potenziandoli – i modelli già collaudati in alcune realtà locali (come le Case della salute); l'incremento delle cure a domicilio integrate (ADI) destinate ai malati cronici, fornendole di tecnologie di telemedicina e di Centrali operative territoriali (COT) per coordinare le differenti prestazioni. Il rinnovamento delle strutture ospedaliere è affidato alla digitalizzazione dei Dipartimenti di emergenza urgenza e accettazione (DEA), alla sostituzione dei macchinari di grandi dimensioni, all'intensificazione dei piani di adeguamento sismico (sostenuti anche dai fondi PNC) e all'ampliamento dei posti in terapia intensiva e sub-intensiva, un processo già intrapreso durante la crisi pandemica. A tali interventi si affiancano quelli mirati a garantire il funzionamento, lo scambio di dati e l'adozione del fascicolo sanitario elettronico (FSE), oltre a favorire lo studio delle informazioni, pure tramite schemi di previsione. In conclusione, sono inseriti progetti di incremento formativo e di valorizzazione dell'attività scientifica, che prevedono la ristrutturazione degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e i finanziamenti nella ricerca biologica e medica, oltre ai programmi – orientati anche al passaggio tecnologico – supportati dal PNC. In questa analisi redatta a maggio 2026 lo sguardo si spinge oltre il semplice adempimento formale delle tempistiche fissate per il conseguimento dei traguardi qualitativi (milestone) e quantitativi (target) – sottoposto a verifica costante da parte di svariati organismi e tramite specifici resoconti periodici di controllo – focalizzandosi, innanzitutto, sulle reali chance di riuscita del progetto di ristrutturazione e potenziamento del SSN. Di conseguenza, oltre a prendere in esame lo stato di avanzamento delle spese secondo i riscontri più attuali a disposizione, si analizzano le evoluzioni relative all'effettiva attivazione stabile e continuativa delle nuove prestazioni economiche e assistenziali. Per raggiungere questo scopo, vengono impiegate informazioni estratte da canali differenti: l'infrastruttura informatica ReGiS per il controllo, la rendicontazione e la vigilanza del PNRR; il portale internet del Ministero della Salute incentrato sulla Missione 6 e quello di Italiadomani relativo alla totalità del PNRR; la relazione del Ministero della Salute sullo stato dei lavori dellaMissione 6; il documento di Agenas sul controllo dell'applicazione del DM 77/2022, che stabilisce i prototipi e i parametri per l'espansione dell'assistenza locale del SSN; la deliberazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione delle opere del PNRR e del PNC; la Sesta relazione presentata alle Camere sullo stato di avanzamento del PNRR; il dossier della Ragioneria generale dello Stato (RGS) sulla situazione delle attività collegate al PNC al termine del 2023; il Documento di finanza pubblica (DFP).Nonostante l'abbondanza di statistiche e chiarimenti, occorre adottare una certa prudenza nel valutare i traguardi raggiunti, poiché ricostruire lo stato di avanzamento del PNRR risulta complesso: a causa di problematiche interne al database ReGiS, il cui inserimento dati risente di differimenti temporali e imprecisioni di inserimento, e la cui interpretazione può generare dubbi di lettura; per via delle complicazioni che sorgono nel seguire le variazioni del PNRR e la revisione dei piani regionali degli interventi, che spesso, come verrà illustrato, si discosta e supera i traguardi originari del Piano; per via di alcune discrepanze presenti tra i differenti canali informativi, causate anche dalle diverse tempistiche di aggiornamento dei dati. In aggiunta, la mappatura delle attività operative del PNC risente di margini di approssimazione ancora più marcati, complice anche il mancato allineamento al 2024 del dossier della RGS sui relativi avanzamenti. Pur considerando tali fattori, dall’esame emerge che, sebbene i termini del PNRR siano stati finora adempiuti e le riforme introdotte, saranno i prossimi passaggi quelli più complessi da portare a termine, specialmente nei casi in cui occorra terminare velocemente, ossia entro la metà del 2026, i cantieri aperti (l’81,7 per cento dei piani si trova in fase di esecuzione o di ultimazione) e quelli, sebbene limitati nel numero, non ancora avviati. Questo scenario richiederebbe ritmi di lavoro decisamente superiori rispetto alle storiche lunghezze burocratiche dei lavori pubblici in Italia. Pure sotto il profilo economico, l’esborso effettivo si attesta a 2,8 miliardi, una cifra di poco inferiore rispetto a quella stimata nella tabella di marcia (3,1 miliardi), ma distante dal totale complessivo dei fondi da impiegare. Una fonte di incertezza è poi rappresentata dal conseguimento di un reale bilanciamento a livello di infrastrutture. Osservando la pianificazione del PNRR, le Regioni del Sud Italia dovrebbero beneficiare del vincolo di riserva che impone l'assegnazione di non meno del 40 per cento dei fondi distribuibili sul territorio al Mezzogiorno. Per le CdC e gli OdC, in base al resoconto di Agenas, la pianificazione locale include anche presidi da avviare che risultano estranei alla programmazione stabilita per la Missione 6 del PNRR e presumibilmente in gran parte già esistenti, posizionati prevalentemente in determinate aree territoriali. La scarsità di tali presidi dovrebbe essere compensata nel Mezzogiorno dalla quota riservata di almeno il 40 per cento dei fondi. Al contrario, le Regioni del Centro-Nord che ne risultano prive rimarrebbero con coperture al di sotto delle medie del Paese. Spostando l'attenzione sulla costruzione e il potenziamento dei nuovi presidi, le informazioni sul progresso dei piani nelle Regioni meridionali risultano nel complesso non sempre aggiornate. In aggiunta, i target modificati del PNRR, calcolati come volume di progetti ultimati, appaiono tutto sommato accessibili, ma i cantieri avviati si trovano più frequentemente nelle Regioni del Centro-Nord, pur con oscillazioni tra i vari territori all'interno delle stesse ripartizioni geografiche. Ciò determina uno squilibrio non soltanto rispetto alla pianificazione delle opere concordata con i territori per l'applicazione del PNRR, ma pure in rapporto ai parametri della riformadelle cure sul territorio – che fissa mete ancora più sfidanti da raggiungere – sollevando dubbi sul buon esito del processo di riequilibrio geografico nel caso in cui, una volta centrato il traguardo comunitario, calasse l'attenzione sul completamento delle strutture pianificate. L’ALLOCAZIONE INIZIALE A FAVORE DELLE REGIONI MERIDIONALI DI ALMENO IL 40 PER CENTO DEI FONDI DEL PNRR ASSEGNABILI SUL TERRITORIO POTREBBE NON GARANTIRE CHE IL 40 PER CENTO DEGLI ESBORSI VENGA CONCRETAMENTE EFFETTUATO NEL MEZZOGIORNO. Per quanto concerne le misure che non rientrano prettamente nel comparto edilizio, l’adozione del FSE – la cui regolamentazione ha imposto svariati interventi legislativi e direttive, anche in coordinamento con l'Autorità Garante per la tutela della privacy – risulta tuttora circoscritta. Spostandosi sul fronte delle cure domiciliari, le COT introdotte dal PNRR risultano operative e si attende di visualizzare i riscontri relativi al consolidamento. I dati relativi alle statistiche sull’incremento dell’ADI nel corso del 2024 per valutare se si stia riscontrando un'uniformità superiore sul territorio nazionale, laddove la crescita degli utenti assistiti mediante i servizi di telemedicina ha registrato una battuta d'arresto, sebbene il traguardo prefissato sia divenuto maggiormente sfidante. In merito alla conversione digitale dei DEA, le rendicontazioni dei volumi di spesa fatturati non inducono all'ottimismo, tenuto conto che il progetto deve giungere al termine entro l'anno corrente e svariate Regioni del Centro-Meridione accusano forti ritardi; sul fronte dell’approvvigionamento dei macchinari, a seguito di una partenza rallentata da svariati ostacoli (dal rincaro delle materie prime alle difficoltà di coordinamento per i rimpiazzi), si nota un'accelerazione decisa, malgrado qualche territorio locale presenti ancora delle lacune, specialmente per ciò che concerne le fasi di fornitura e di collaudo tecnico; riguardo alla misura sui posti letto nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva, emergono andamenti disomogenei fra le diverse Regioni. Da ultimo, nel settore dell'addestramento professionale determinati traguardi sono già stati conseguiti e per l'ambito scientifico risultano emanati molteplici bandi di gara, sono state deliberate le graduatorie di merito ed è partita l'erogazione dei fondi per alcune proposte. Bisogna, ad ogni modo, far notare che l’esecuzione dei progetti di investimento non assicura l'operatività effettiva a pieno regime delle nuove infrastrutture e delle prestazioni inedite. Allo stato attuale, appaiono ridotte le mansioni espletate e le cure erogate all'interno delle Case e degli Ospedali di comunità, in particolar modo nel Mezzogiorno, e permane l'incertezza sulla misura in cui i nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva abbiano in dotazione il personale supplementare necessario per accudire i degenti. Questa problematica deriva, parzialmente, dal fatto che i cantieri risultano tuttora in attività, ma la buona riuscita della Missione Salute risulta legata pure alla capacità di introdurre professionisti, specificamente addestrati, nei presidi inediti o ristrutturati, garantendone la continuità operativa. A tal riguardo, si rammenta che i fondi del PNRR risultano in gran parte vincolati a uscite in conto capitale. Un caso a sé è costituito dallo stanziamento per l'assistenza a domicilio, mirato a sostenere una spesa di parte corrente, ma esclusivamente sino alla scadenza dell’arco cronologico del PNRR. Di conseguenza, in uno scenario caratterizzato dalla penuria di addetti al settore sanitario come quello odierno (soprattutto personale infermieristico e determinate branche mediche, oltre ai medici di base), che perdura nonostante la ripartenza delle procedure di assunzione compiute negli ultimi tempi e in particolar modo dopol'espansione dell’ondata pandemica (come attestato dal Conto annuale con rilevazioni fino al 2022), un piano straordinario di immissioni in ruolo si dimostra imprescindibile. All'epoca dell'approvazione del PNRR tale elemento era parso come uno dei deficit più rilevanti della pianificazione globale di potenziamento del SSN, al punto che le amministrazioni regionali avevano negato l’accordo sulla bozza di decreto concernente i modelli e i parametri per la medicina del territorio, pretendendo rassicurazioni sulla sufficienza dei fondi economici e del personale per il rispetto di tali parametri. In CONFERENZA STATO-REGIONI si era comunque trovato un punto d'incontro sul raggiungimento graduale dei parametri e dei sistemi organizzativi, in proporzione alla disponibilità dei fondi stanziati dalle leggi vigenti che l'Esecutivo si impegnava a individuare a poco a poco, laddove indispensabili, compatibilmente con i saldi di finanza pubblica; alcune coperture per l'incremento del personale sono state difatti sommate progressivamente a quelle stabilite all'inizio dal PNRR, nello specifico tramite le leggi di stabilità per il 2022 e per il 2024. Al giorno d'oggi, di conseguenza, è necessario interrogarsi sul fatto se tali stanziamenti siano bastanti, trattandosi comunque di cifre non irrilevanti, e appurare se le Regioni le stiano effettivamente spendendo, se sussistano ostacoli legati alle competenze organizzative delle amministrazioni locali o a criticità di bilancio interno, oppure se emergano problematiche connesse alla scarsa adesione ai concorsi di assunzione, una tendenza che si sta diffondendo a causa della perdita di attrattività del SSN.

Lo stato di avanzamento della Missione 6 del PNRR.

Lo stato di avanzamento della Missione 6 del PNRR. Prima di esaminare lo stato di attuazione del PNRR, occorre tenere a mente che le modifiche introdotte nel corso degli ultimi due anni, in specie la più consistente varata dal Consiglio europeo a dicembre del 2023, pur mantenendo invariato l'ammontare globale, hanno rimodulato i fondi di determinate misure. In contemporanea, sono stati ridimensionati al ribasso taluni target, in conseguenza del rincaro dei relativi costi causato dall'impennata dei prezzi registrata nel biennio 2022-23 e dai rallentamenti connessi all'esigenza di reperire ulteriori coperture finanziarie, ed è stato inserito un traguardo inedito. Per le Case della comunità la quota è scesa da un target di 1.350 presidi a 1.038, per le COT da 600 a 480, per gli Ospedali di comunità da 400 a 307, per i posti letto supplementari nei reparti di rianimazione e terapia sub-intensiva da 7.700 a 5.922, per i presidi ospedalieri protetti e sostenibili da 109 a 84; in aggiunta, per questo specifico investimento è stato inserito un nuovo traguardo, che consiste nell’impiego di non meno del 90 per cento dei 250 milioni residui nel PNRR per i piani correnti relativi alle opere antisismiche vincolate ad accordi di programma ai sensi dell’articolo 20 della legge 67/1988, da centrare entro la prima metà del 2026.I progetti pianificati in origine ed esclusi dal perimetro del PNRR dovranno trovare copertura tramite risorse alternative rintracciabili, nello specifico, oltre che nel piano pluriennale di edilizia per la salute, nei bilanci di Regioni, Province e Comuni ed eventualmente nei fondi destinati alle politiche di coesione. È stato al centro di una vivace polemica tra rappresentanti dell'Esecutivo, delle Regioni e delle autorità locali il potenziale conflitto di attribuzione tra i piani già delineati sulle fondamenta dei fondi comunitari e della legge 67/1988 e quelli rimasti privi della copertura del PNRR. Per le opere confermate all’interno del PNRR si potranno impiegare pure gli stanziamenti per le annualità 2022 e 2023 del Fondo opere indifferibili (FOI), costituito appositamente per contrastare l'incremento eccezionale dei costi delle materie edili. Risultano variati anche due termini temporali: è stata posticipata di sei mesi, alla fine del 2024, la messa in funzione delle COT, un traguardo rilevante per lo sblocco della settima tranche di finanziamenti in fase di scrutinio da parte della Commissione europea, ed è stata slittata di diciotto mesi, alla metà del 2026, la scadenza per la conclusione del piano di rinnovo dei grandi macchinari sanitari.

Tutti i traguardi qualitativi della Missione Salute programmati sino a oggi risultano conseguiti. Resta da implementare l’avvio operativo del meccanismo di Carta sanitaria informatica (CSI) e della piattaforma per la cooperazione informatica del FSE entro la metà del 2026. La Missione 6 include innanzitutto due provvedimenti normativi, entrambi già sanciti. La riorganizzazione della medicina del territorio si è concretizzata nel recepimento del testo regolamentare sui relativi prototipi e parametri (DM 77/2022), teso a rendere uniformi le prestazioni da assicurare nelle svariate Regioni. Questo rappresenta un rilevante progresso nell’espansione di tale tipologia assistenziale, benché la regolamentazione rimanga aperta a differenti indirizzi, pure in merito alla relazione tra comparto pubblico e privato nella somministrazione delle prestazioni e alla crescita del mercato, i cui confini risultano ampiamente demandati alle determinazioni delle Regioni. Il secondo provvedimento riguarda la ristrutturazione degli Istituti diricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) ed è stato sancito con il D.Lgs. 200/2022, che li qualifica Organismi del SSN e affida loro la funzione di incentivare l’avanzamento e il passaggio tecnologico. Il testo normativo disciplina pure l’inclusione di ciascun IRCCS in un'area disciplinare e l’istituzione e il funzionamento dei network di ricerca. Come evidenziato dal Sesto resoconto sull'andamento del PNRR, gli adempimenti per la definizione delle aree disciplinari risultano ultimati, gli IRCCS pubblici hanno riformulato i documenti aziendali di gestione e sono stati recepiti statuti e regolamenti di struttura e operatività. Svariati traguardi riguardano, in rapporto ai differenti canali di finanziamento, il recepimento dei contratti istituzionali di sviluppo (CIS) tra Ministero della Salute e Regioni, definiti quali moduli di pianificazione individuati per la Missione Salute (DL 77/2021).

L’uso delle risorse e lo stato di avanzamento dei progetti.( fig.3-4-5 appendice).

L’impiego dei fondi e lo stato di avanzamento dei piani. Passando alle misure, si rammenta innanzitutto che dei 15,6 miliardi vincolati dal PNRR alla Missione Salute, in seguito alla rimodulazione del 2023, 13,4 concernono progetti inediti e 2,2 opere preesistenti. Sulla scorta dei dati reperibili nella piattaforma ReGiS alla data del 21 marzo 2025, risultano censiti 10.110 progetti, per uno stanziamento economico statale complessivo di 19,4 miliardi, di cui 14,6 (il 75,3 per cento) connessi al PNRR e 4,8 a integrazioni o cofinanziamenti dei cantieri. Nello specifico, approssimativamente 3 miliardi (il 15,3 per cento) derivano da stanziamenti statali, poco meno di 800 milioni (4 per cento) dalle Regioni e il restante miliardo risulta attribuibile ad altri canali economici (compresi quelli delle amministrazioni locali) e ad ulteriori fondi (per fare un esempio, il Fondo opere indifferibili e il Fondo prosecuzione opere). Lo scostamento di circa un miliardo tra dotazione PNRR (15,6 miliardi) e fondi attribuiti alle opere censite in ReGiS (14,6 miliardi) risulta in massima parte imputabile ai piani di telemedicina, per i quali, a fronte di uno stanziamento di 1,5 miliardi, si rilevano progetti per poco più di 0,8 miliardi. Occorre comunque rammentare che un terzo dei fondi globali per questa misura è stato attribuito in sede di revisione del PNRR. Si evidenzia inoltre che dei 14,6 miliardi tracciati in ReGiS, circa 0,2 miliardi, connessi all'intervento verso una struttura ospedaliera protetta e sostenibile, risultano riconducibili a progetti preesistenti fuoriusciti dal Piano, ma tuttora registrati nell’infrastruttura informatica.

L’assistenza domiciliare;

L'investimento del PNRR per l'assistenza domiciliare si concretizza nella costruzione delle COT, tese a garantire la supervisione della presa in carico e il collegamento tra i differenti servizi e professionisti attivati, nell’incremento degli utenti in ADI e nel potenziamento della telemedicina, mediante l'espansione dell’adozione di dispositivi per il sostegno ai malati cronici e l’esecuzione di una serie di piani nei territori regionali. In aggiunta, va rammentato che, nel perimetro della Missione 5 del PNRR (Inclusione e Coesione), risultano stabilite la ristrutturazione delle misure a beneficio della popolazione anziana non autosufficiente e quella connessa alle disabilità. La prima risulta sancita con la L. 33/2023 e il D. Lgs 29/2024 e la seconda mediante la L. 227/2021.

Le COT;

Il traguardo di 480 COT operative risulta dichiarato centrato al termine del 2024 e, in verità, è stato ampiamente superato. Le COT pianificate dai CIS risultavano 611; includendo la revisione al 31 dicembre 2024 e calcolando la pianificazione fuori dai CIS si giunge a 650, secondo quanto evidenziato dal Resoconto Agenas, di cui 642 operative e totalmente funzionanti; risulta implementata la connessione informatica aziendale, laddove i profili della digitalizzazione restano ancora da completare integralmente. Rispetto alla pianificazione rivista, non appaiono ancora totalmente operative una COT in Calabria, 7 in Campania e 8 in Sardegna, laddove la Toscana ne registrerebbe 8 in eccedenza. Il parametro di una COT ogni 100.000 residenti, stando alla pianificazione territoriale rivista, risulterebbe adempiuto in totalità delle Regioni e di poco oltrepassato in talune di dimensioni ridotte (il Friuli-Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano).

L’ADI;

Nel perimetro del PNRR risultano stanziati a beneficio dell’ADI 2,97 miliardi. In ReGiS emergono ulteriori coperture economiche per 1,85 miliardi, per la quasi totalità deliberate dallo Stato (approssimativamente 1,8 miliardi). Si rammenta d’altronde che il Sustainability plan del PNRR stabiliva di coprire una quota delle uscite per l’ADI con 500 milioni annuali provenienti dal DL 34/2020 (oltre ai citati 235 milioni per gli infermieri territoriali, ulteriori 265 orientati alla medicina domiciliare).In merito agli stanziamenti del PNRR, questi risultano destinati a terminare in tempi brevi: risultano già erogati poco più di 400 milioni (sulla base di ReGiS), un riscontro in linea con la tabella di marcia, che per l’annualità corrente indica un volume di 1,1 miliardi e per il 2026 di quasi 1,5 miliardi, su cui ad ogni modo non si potrà fare affidamento a regime stabile. Si porrà di conseguenza l'esigenza di individuare ulteriori coperture se si desidera assicurare continuità alla prestazione. Peraltro, il medesimo DFP prevede, per la prosecuzione dei servizi a regime stabile, un'uscita di 1,3 miliardi annuali a decorrere dal 2027, posta a carico dello stanziamento ordinario del SSN. Stando al Resoconto Agenas, nella quota maggioritaria delle Regioni in ciascun distretto risulterebbe attivo almeno un soggetto fornitore pubblico o privato operante che eroga l’Adi. Soltanto due Regioni non raggiungerebbero la totale copertura dei distretti (la Sicilia, con il 78 per cento, e il Lazio, con il 93 per cento).

Le singole prestazioni che con maggiore regolarità risultano attive nei distretti sono l’assistenza infermieristica e quella di tipo riabilitativo. In linea di massima, le quote di copertura dei distretti per le differenti prestazioni risultano elevate, malgrado ciò: la Sicilia evidenzia costantemente quote inferiori al 100 per cento, riducendosi sino al 44 per cento nell'ambito dei pediatri e in quello della fornitura di specialità medicinali e presidi terapeutici; la Lombardia si attesta fra il 17 e il 20 per cento per l’assistenza medica e pediatrica e l'erogazione di medicinali e presidi terapeutici; la Liguria si arresta al 16 per cento per l’assistenza medica; la Provincia di Bolzano risulta priva di prestazioni socio-assistenziali. In merito alle cure palliative, l’attivazione della prestazione risulterebbe oscillante fra il 27 per cento della Sicilia e il 100 per cento di Basilicata, Emilia-Romagna, Provincia autonoma di Bolzano, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Tuttavia, svariati centri di erogazione privati risultano privi di accreditamento istituzionale. La maggiore densità di questi ultimi si osserva in Lombardia (773) e nel Lazio (77). Un rilevante punto debole della misura connessa all’assistenza domiciliare risulta rappresentato dal grado di intensità delle cure somministrabili ai nuovi utenti.

L’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero;

Questo investimento comprende due sub-investimenti, Digitalizzazione e Grandi apparecchiature. Per il primo, le risorse PNRR previste ammontano complessivamente a 2,86 miliardi, di cui 1,41 relativi a progetti in essere e 1,45 a progetti nuovi; attualmente ai 1.499 progetti rilevati in ReGiS risultano assegnati fondi PNRR per 2,83 miliardi, a cui si aggiungono altri finanziamenti per un totale complessivo di 3,1 miliardi.

Al sub-investimento Digitalizzazione sono associati due target. Il primo, da raggiungere entro la fine del 2025, richiede che ogni dipartimento di emergenza e accettazione di primo e secondo livello (l’obiettivo è fissato in 280 strutture) disponga di un Centro elaborazione dati (CED) e che ogni reparto sia dotato di adeguate tecnologie informatiche. Il secondo, che riguarda un investimento in essere previsto dal DL 34/2020 da conseguire entro giugno 2026, contempla la realizzazione di almeno 2.692 posti letto strutturali in terapia intensiva e 3.230 in terapia semi-intensiva, con la relativa apparecchiatura, per complessivi 5.922 posti letto (7.700 prima della revisione del PNRR).

Per quanto riguarda il primo target sono interessate 281 strutture ospedaliere, una più dell’obiettivo. Gli ordinativi effettuati corrispondono a un importo di 1,18 miliardi, pari all’81,7 per cento del finanziamento assegnato (84 per cento secondo il DFP). Su base regionale non emergono significative discrepanze rispetto alla media nazionale, con le eccezioni, verso il basso, della Basilicata e del Lazio, la cui quota è vicina al 60 per cento; di contro, in Trentino-Alto Adige e in Valle D’Aosta l’importo degli ordinativi è superiore alla dotazione PNRR, ma in linea con il totale del finanziamento pubblico, mentre la Toscana eccede di 4,3 milioni la propria dotazione (come risulta da ReGiS, dove però non è indicata la copertura).

Dalle informazioni disponibili emergono criticità che potrebbero suggerire la non realizzazione dell’obiettivo nei tempi stabiliti. In particolare, una misura dell’andamento delle opere è ottenuta rapportando l’importo fatturato in base allo stato di avanzamento lavori (SAL) alla data del 25 febbraio con il finanziamento assegnato. Complessivamente, a pochi mesi dalla data programmata di chiusura del progetto, la quota si attesta su base nazionale al 21 per cento. A livello regionale si evidenziano significative criticità in Abruzzo, Umbria e Marche, dove tale quota non arriva al 4 per cento (rispettivamente, 1,6, 1,8 e 3,9 per cento). Di contro, quote più significative si osservano nella Provincia autonoma di Bolzano, in Valle D’Aosta e Toscana (rispettivamente, 58,4, 57,5 e 44,2 per cento.

Posti letto;

Con riferimento al secondo target, relativo ai posti letto in terapia intensiva e semi- intensiva, si tratta di un gruppo di interventi previsti dal DL 34/2000 e poi recepiti nei CIS, comprensivi anche della ristrutturazione dei percorsi di pronto soccorso. Complessivamente, il finanziamento dei progetti in essere rilevato da ReGiS ammonta a 1,3 miliardi e riguarda 885 progetti: 391, per un ammontare di 352,6 milioni, relativi ai percorsi di pronto soccorso e 494, per circa 1 miliardo, relativi agli incrementi dei posti in terapia intensiva e semi-intensiva.

Con riferimento al secondo target, relativo ai posti letto in terapia intensiva e semi- intensiva, si tratta di un gruppo di interventi previsti dal DL 34/2000 e poi recepiti nei CIS, comprensivi anche della ristrutturazione dei percorsi di pronto soccorso. Complessivamente, il finanziamento dei progetti in essere rilevato da ReGiS ammonta a 1,3 miliardi e riguarda 885 progetti: 391, per un ammontare di 352,6 milioni, relativi ai percorsi di pronto soccorso e 494, per circa 1 miliardo, relativi agli incrementi dei posti in terapia intensiva e semi-intensiva.

Conclusioni.

La sensazione netta è che siamo solo all’inizio di una rivoluzione copernicana del SSN. 

Dopo il PNRR, occorrerà investire forti risorse dal fondo di coesione e altri capitoli di spesa, ponendo attenzione a che non siano solo dirottati sulla spesa in conto capitale ma anche e soprattutto per le adi e le case di comunità alla spesa corrente per il personale impiegato. 



Fonti:

1) Ministero della Salute (2025), PNRR Salute.

2)Portale Italiadomani.

3) Ministero della Salute (2025b), “Missione 6 Salute, Incontro Regioni e Province Autonome 6 marzo 2025, Stato di avanzamento procedurale e finanziario degli Investimenti della Missione 6: Salute, Dati monitoraggio febbraio 2025”.

4) Agenas (2025), “Report nazionale di sintesi dei risultati del monitoraggio DM 77/2022, II semestre 2024”. Nel seguito ci si riferisce a questo documento come Rapporto Agenas.

5) Corte dei conti (2025), “Stato di attuazione degli interventi PNRR e PNC oggetto di controllo nel 2024”,

Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello stato, Deliberazione 21 marzo 2025, n. 41/2025/G.

6) Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione (2025), “Sesta relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

7) Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (2024), “PNC Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, Report n. 9: adempimenti e attività al 31 dicembre 2023”, Studi e pubblicazioni.

8) Ministero dell’Economia e delle finanze (2025), “Documento di finanza pubblica”



Appendice grafica.


Composizione percentuale del finanziamento pubblico totale dei progetti censiti in ReGiS per tipologia di fonte; fig. 1




Ripartizione del finanziamento pubblico per misura; fig.2


Servizi disponibili nelle Case della comunità secondo gli standard del DM 77/2022,percentuale sulle strutture programmate;fig.3


Posti letto attivi negli Ospedali di comunità; fig.4

Posti in terapia intensiva e semi-intensiva programmati e realizzati per Regione;fig.5