Dona il tuo 5 per mille all’Associazione “Madrigale per Lucia”
Basta scrivere il numero del nostro Codice Fiscale 95103190633 nell'apposito riquadro della tua dichiarazione dei redditi.
Ecco le principali attività in corso e alcuni risultati raggiunti :
- Premio Lucia Mastrodomenico per Licei e scuole medie, giunto a Napoli alla XII edizione, a Calitri (Av) alla seconda edizione;
- Iniziative politico culturali a Napoli ed in Irpinia volte a diffondere il pensiero e i principi ispiratori della vita di Lucia Mastrodomenico, a favore di donne, bambini, lotta alle disuguaglianze diffusione della cultura di pace, legalità, dignità umana;
- Promozione di programmi di educazione sentimentale;
- Mostre Fotografiche sulla storia del femminismo in Italia e sulla cultura delle donne al sud;
Con il vostro contributo rendete possibile inoltre l’attività del periodico che state consultando, www.madrigaleperlucia.org, giornale online indipendente, senza pubblicità alcuna.
Dona il tuo 5 per mille all’Associazione “Madrigale per Lucia”
Luisa Muraro, il pensiero che continua a fare luce
di Elvira Picciola
Si è spenta all’età di 89 anni Luisa Muraro, filosofa e femminista tra le voci più originali e influenti del pensiero contemporaneo. Fondatrice della Libreria delle donne di Milano e anima della Comunità filosofica femminile Diotima, Muraro ha dedicato la sua vita a interrogare il linguaggio, la libertà femminile, il significato dell’autorità e il valore delle relazioni.
Solo pochi giorni fa, nell’aula dell’Università Cattolica dove si era laureata sessant’anni prima, donne e uomini provenienti da tutta Italia si erano riuniti per renderle omaggio nel convegno Come quando si accende la luce. Un titolo che sintetizza efficacemente l’impronta lasciata dal suo pensiero: fare luce, orientare, aprire strade inattese.
Muraro ha insegnato che l’autorità non coincide con il dominio, ma nasce dalla relazione; che la madre, reale e simbolica, rappresenta la prima fonte del linguaggio e del senso; che la differenza sessuale non è un limite, bensì una risorsa per comprendere e trasformare il mondo. Con opere fondamentali come L’ordine simbolico della madre ha introdotto categorie che hanno profondamente influenzato la filosofia, la pedagogia e il femminismo ben oltre i confini italiani.
La sua ricerca è stata inseparabile dall’amicizia politica e intellettuale con Lia Cigarini, scomparsa pochi mesi fa, con la quale condivise l’esperienza della “Libreria delle donne” e la costruzione di un pensiero capace di tradursi in pratica politica. Insieme hanno lasciato un’eredità che continua a interrogare il presente e a offrire strumenti per interpretarlo.
Per chi ha conosciuto il percorso di Lucia Mastrodomenico, il legame con il pensiero di Muraro appare naturale. Come la filosofa milanese, Mastrodomenico ha cercato nella relazione, nell’ascolto e nella parola femminile una possibilità concreta di trasformazione della realtà. Entrambe hanno mostrato che il pensiero non nasce dall’astrazione, ma dall’esperienza vissuta e dalla capacità di dare nome a ciò che ancora non lo possiede. In questo senso, le loro eredità convergono in una comune ricerca di libertà, radicata nella vita concreta e aperta al futuro.
Non a caso, Muraro espresse la propria vicinanza e attenzione al percorso umano e intellettuale di Lucia Mastrodomenico e di Angela Putino, figure centrali del femminismo filosofico italiano, scomparse a breve distanza l’una dall’altra. In un suo ricordo sottolineò come un aspetto essenziale dell’eredità di Angela Putino fosse il legame profondo con Mastrodomenico, compagna di ricerca teorica e politica.
Lucia diede vita, negli anni 90, alla rivista “Madrigale” e, insieme ad Angela, nel 2006, ad “Ada Teoria Femminista”, concepita come una «finestra aperta sul pensare»: uno spazio in cui il pensiero femminista potesse continuare a interrogare il presente senza irrigidirsi in formule già date.
La loro collaborazione fu così intensa da assumere, anche nella memoria collettiva, un valore simbolico. Scomparse a poche settimane di distanza, Putino e Mastrodomenico restano unite nel ricordo di una pratica filosofica condivisa, capace di intrecciare ricerca, amicizia e impegno politico. Al centro del loro lavoro vi era il pensiero della differenza, in affinità con il pensiero di Luisa Muraro, inteso non come affermazione identitaria, ma come pratica relazionale capace di generare libertà e nuovi significati. La differenza sessuale diventava così un punto di osservazione privilegiato sul mondo, una modalità di interrogare il sapere, la politica e i rapporti umani a partire dall’esperienza concreta delle donne.
In questa prospettiva il pensiero non era mai astratto, ma incarnato, situato, alimentato dalla relazione e dal confronto. Particolarmente significativo è il modo in cui Putino e Mastrodomenico concepivano il lavoro collettivo.
In un editoriale di Madrigale del 1991 scrivevano che il gruppo dovesse essere un luogo «entro cui educarsi a pensare», fondato sulla pratica della trasparenza e sulla possibilità di rendere condivisibile anche ciò che appare sfuggente.
Da qui la loro celebre affermazione: «Noi desideriamo insegnare l’ininsegnabile». Non un sapere da trasmettere dall’alto, ma una ricerca comune capace di valorizzare l’autorità del pensiero femminile e la libertà di ciascuna.
Nei ricordi raccolti dalla comunità di Diotima dopo la morte di Angela Putino emerge con forza questa dimensione relazionale. Putino viene ricordata come una filosofa originale e rigorosa, capace di mantenere aperto il conflitto interpretativo e di fare della discussione una forma di cura del pensiero. La sua riflessione sulla “terra di mezzo” — lo spazio delle relazioni che rende possibile la vita comune — e la convinzione che «ogni donna pensa» rappresentano ancora oggi alcuni dei contributi più fecondi del pensiero della differenza.
L’eredità di Angela Putino e Lucia Mastrodomenico consiste proprio nella capacità di tenere insieme teoria e vita, amicizia e politica, ricerca filosofica e costruzione di comunità. Un lascito che continua a parlare alle nuove generazioni attraverso un pensiero in movimento, mai concluso, sempre aperto alla possibilità di generare nuova libertà e nuova teoria. In questo orizzonte si comprende meglio anche l’attualità dell’insegnamento di Luisa Muraro.
In un tempo segnato da guerre, violenza diffusa e crescente senso di impotenza, la sua lezione invita a ripartire dalla relazione, dalla cura, dalla gratitudine e dal riconoscimento dell’altro. Non come rifugio privato o gesto consolatorio, ma come fondamento di una diversa idea di convivenza e di civiltà.
Con la sua scomparsa perdiamo una grande filosofa. Restano però le sue parole, le sue opere e la forza di un pensiero che continua a illuminare il cammino di donne e uomini alla ricerca di senso, libertà e giustizia. In questa luce si incontrano anche le esperienze di Angela Putino e Lucia Mastrodomenico: percorsi differenti, ma uniti dalla convinzione che il pensiero nasca dalle relazioni e che la libertà si costruisca insieme, nella vita concreta e nella pratica condivisa della parola.