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Ecco le principali attività in corso e alcuni risultati raggiunti :

- Premio Lucia Mastrodomenico per Licei e scuole medie, giunto a Napoli alla XII edizione, a Calitri (Av) alla seconda edizione;
- Iniziative politico culturali a Napoli ed in Irpinia volte a diffondere il pensiero e i principi ispiratori della vita di Lucia Mastrodomenico, a favore di donne, bambini, lotta alle disuguaglianze diffusione della cultura di pace, legalità, dignità umana;
- Promozione di programmi di educazione sentimentale;
- Mostre Fotografiche sulla storia del femminismo in Italia e sulla cultura delle donne al sud;


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Da Orizzonti scuola: Chiamare il Preside dirigente è già un errore

 Chiamare il Preside dirigente è già un errore


La frase è della scrittrice Dacia Maraini; la Maraini ha rilasciato un’intervista alla rivista “orizzontescuola.it”  nella quale chiarisce alcuni concetti basilari su come la scuola deve funzionare, su cosa la scuola non deve divenire

La scuola è un’altra cosa. Non un’azienda, non un posteggio, non un ingranaggio della macchina produttiva.”


 “Per me chiamare il preside o la preside ‘dirigente’ è già un errore”, ha detto Maraini. “Vuol dire che si pensa debba dirigere un’azienda, mentre non è così. Il preside deve fare un lavoro culturale”. 

La proposta è chiara: separare la gestione economica – importante, riconosce – dalla leadership culturale, affidata a chi tiene le fila del discorso educativo.

Altrimenti si finisce per desacralizzare la scuola, spogliandola del suo prestigio simbolico e insieme del sostegno economico che meriterebbe. “Non è possibile che gli insegnanti siano pagati meno di uno spazzino”, ha osservato senza mezzi termini.


Stessa considerazione vale per la Sanità. Il Servizio Sanitario Nazionale, dagli anni 90 del secolo scorso è stato “Aziendalizzato”. Non va bene. Anche in sanità si deve separare la gestione economico-finanziaria, dalla tutela della salute che va lasciata in toto ai medici ed al personale sanitario. Il lavoro dei medici è un lavoro sanitario. Bisogna smettere di chiamare, i medici, “dirigenti”. Si fa confusione e le parole sono importanti. Bisogna cominciare a pagare di più il personale sanitario, in particolare gli infermieri ed il personale socio sanitario.


Tornando alla scuola: oggi gli studenti chiedono un rapporto fatto di parità e partecipazione attiva. “Vogliono sentirsi protagonisti della ricerca, che sia scientifica, tecnologica, storica o letteraria”, ha spiegato Maraini,

La scrittrice ha denunciato la tendenza a trascurare la storia recente nei programmi scolastici. “Quando vado nelle scuole chiedo se hanno approfondito l’ultima guerra mondiale. Tutti mi dicono: no, non ci siamo arrivati”.  “Non si insegna la storia da cui veniamo, e questo porta a ripetere gli stessi errori”, ha avvertito, auspicando che si cominci dal presente per risalire al passato.


Alla domanda  “cosa possiamo fare?”, Maraini risponde che l’individualismo è una gabbia. “Il mondo sta bruciando, ci sono guerre, fame, tortura. Ma se ognuno mette la propria responsabilità e ci si mette insieme, le cose cambiano”. 


Sul fronte degli intellettuali, il giudizio è severo. “I punti di riferimento più in alto sono disastrosi: solo il denaro conta, solo l’io conta”. Per resistere, bisogna coltivare il “noi”, l’empatia, la creatività. E anche liberarsi dalla dittatura dei social. “I social sono manipolabili, i libri no. Un libro significa che qualcuno ha passato anni ad approfondire un tema”. Non che i primi vadano abbandonati del tutto, ma per un pensiero complesso servono pagine, non schermi.


L’intervista ha toccato, poi, un tema ricorrente nel dibattito educativo: l’assenza di una vera educazione sentimentale nelle scuole. Maraini ha ricordato che dal 1861 a oggi nessuna riforma ha reso obbligatorio insegnare il rispetto dell’altro, la consapevolezza che “non si può possedere una persona”. “Siamo nel 2026 e non siamo ancora riusciti”, ha detto. “Non può essere un insegnante poveretto a rischiare la censura. Serve una decisione collettiva, a cominciare dalle elementari”.


Siamo assolutamente d’accordo, tant’è che quest’anno, abbiamo svolto, nella XII edizione del Premio Lucia Mastrodomenico per le scuole, il tema dell’educazione sentimentale che sta diventando una delle maggiori attività promozionali del nostro lavoro. 


R.L.