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La fatica che dà valore alle cose

di Elvira Picciola

Tra le tracce proposte nel nuovo Esame di Stato la presenza del passo tratto dal libro Alzarsi all’albaha meravigliato lo stessoMario Calabresi che a  Radio24 ha raccontato che il libro è nato proprio da un confronto con alcuni studenti vicini alla maturità: “Il mio libro è nato da un incontro con un gruppo di ragazzi che dovevano sostenere la maturità e ai quali aveva augurato“di fare tanta fatica nella vita’”. Spiegando il senso del volume: “E’ un libro sulla fatica, racconta storie di chi si alza all’alba, di chi non si risparmia anche fisicamente. Certo non mi sarei aspettato di finire tra i temi della maturità”.


Nel brano scelto (alle pagine 9 e 10 del libro)Mario Calabresi riflette sul cambiamento del significato della parola "fatica". Se per le generazioni precedenti essa rappresentava dedizione, costanza e capacità di sacrificio, oggi viene spesso percepita come qualcosa da evitare. L'autore critica l'illusione secondo cui sia possibile raggiungere risultati importanti senza impegno e invita a riconoscere il valore di chi continua ogni giorno a lavorare, studiare e prendersi cura degli altri. La storia e l'esperienza dimostrano che i traguardi più significativi richiedono proprio tempo, pazienza e perseveranza. Il libro racconta un marito che si prende cura della moglie malata da venticinque anni, un allenatore che insegna ai bambini la tenacia, un padre che corre ultramaratone dopo la perdita della figlia, una donna di 89 anni che porta fiori sulla tomba del marito e pulisce i bagni del cimitero, una restauratrice che salva opere con un lavoro lento, un maestro di pianoforte che torna nelle vigne del padre. Tra queste storie c’è anche Veronica, atleta paralimpica, che davanti alla sabbia e all’acqua fredda del mare pronuncia la frase: “La fatica la devi adorare”.Il rischio, con una traccia del genere, è il moralismo. 

Il brano scelto dal Ministero evita la predica, se lo studente lo legge per quello che chiede davvero. Non basta scrivere che bisogna impegnarsi. La prova chiede di distinguere la fatica subita dalla fatica scelta, la fatica che consuma dalla fatica che custodisce qualcosa, la fatica del lavoro dalla fatica della cura, la disciplina dall’ossessione del rendimento. Il brano non obbliga a dire che soffrire renda migliori. Chiede di spiegare quando uno sforzo produce responsabilità, quando diventa sfruttamento, quando tiene insieme una famiglia, quando dà valore a una professione e quando viene usato per coprire ingiustizie.


La riflessione di Calabresi appare particolarmente attuale in una società che tende a privilegiare la rapidità e il risultato immediato. La fatica non è un valore in sé, ma diventa preziosa quando è orientata a uno scopo significativo e contribuisce alla crescita personale. Per questo motivo dovremmo imparare a non temerla e a considerarla una componente inevitabile della vita. Solo riconoscendo il valore dell'impegno possiamo costruire risultati autentici e duraturi.


Mario Calabresi (da Wikipedia)

Nato a Milano nel 1970 ,è figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel 1972 quando Mario aveva solo due anni e tre mesi, suo fratello Paolo solo uno e sua madre, Gemma Capra, era incinta al terzo mese del terzo figlioLuigi. Dopo essersi diplomato al Liceo classico Cesare Beccaria, s'iscrive al corso di laurea in giurisprudenza e poi a quello di storia presso l'Università Statale di Milano, senza tuttavia mai laurearsi. In seguito frequenta l'Istituto "Carlo De Martino" per la formazione al giornalismo.La sua storia familiare viene raccontata nel suo primo libro Spingendo la notte più in là pubblicato da Mondadori nel 2007 e dedicato alle vittime del terrorismo. A 39 anni, è nominato direttore de La Stampa in sostituzione di Giulio Anselmi.Nel 2016  sostituisce Ezio Mauro alla direzione de La Repubblica.Racconta la politica italiana, gli Stati Uniti, l’America dopo l’11 settembre e la campagna presidenziale che porterà Barack Obama alla Casa Bianca. Dal 21 febbraio 2020 cura una nuova iniziativa editoriale, scrivendo dei reportage che si possono leggere iscrivendosi al suo sito web


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