Dunque cibo che si intreccia ai ricordi, alle emozioni, ai sentimenti. Profumi, sapori, consistenze evocative di contesti, relazioni e stati d’animo. Di seguito pubblichiamo sul tema una interessante riflessione di Roberto Landolfi
Cibo e sentimenti
Quando mangiamo qualcosa che ci piace, il cervello rilascia dopamina, attivando il sistema di ricompensa che genera benessere e spinge a ricercare di nuovo quella sensazione. La fame biologica e il bisogno fisiologico di energia per la sopravvivenza, si manifesta gradualmente e si placa con qualsiasi alimento. La fame emotiva o nervosa nasce da stati d'animo difficili come stress, ansia, tristezza o solitudine. Il cibo viene usato alle volte come "copertura" rapida ma effimera per colmare un vuoto interiore. Il cibo è spesso piacere, quasi erotico. Dal punto di vista scientifico non esistono alimenti con reali proprietà afrodisiache intrinseche, ma il tutto è legato ad un effetto psicologico che induce piacere, oltre che a componenti fisiologiche. Il cibo alle volte viene desiderato e si associa al desiderio più che al bisogno. Il desiderio è stimolato sovente dalla suggestione e dal piacere condiviso. Pensiamo al cioccolato o alcune spezie che favoriscono indirettamente il tono dell'umore e la microcircolazione.
Si possono fare molti esempi del rapporto tra cibo e sentimenti, in particolare tra cibo e desiderio. Può essere utile una prima riflessione su come si manifesta il rapporto tra cibo e sentimenti nelle varie fasi della vita, nei bambini e negli adolescenti, negli adulti (in special modo nelle donne che, nella gran parte delle situazioni, i cibi li cucinano), nei vecchi. Nei bambini e negli adolescenti, il rapporto tra cibo e sentimenti, può essere particolarmente forte. Il cibo fortifica la relazione tra madre e bambino, fin dall’allattamento al seno. Il cibo può rappresentare sicurezza: soprattutto nei primi anni, mangiare insieme a un adulto può trasmettere calma e protezione.
Pranzare insieme ad altre persone trasforma il pasto in un momento di compagnia e relazione, lo rende molto più piacevole. Con l'età possono cambiare gusto, olfatto, dentizione, influenzando il piacere e la quantità di cibo che si assume. Mangiare poco equivale, secondo molti medici e nutrizionisti, ad allungarsi la vita. Al solito, ci vuole equilibrio, tra i piaceri del cibo, il mangiar poco, ed emozioni e sentimenti..
Anche in vecchiaia, emozioni e sentimenti, entrano in gioco molto più spesso di quanto può sembrare a prima vista.
R.L.