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Bando Premio Lucia Mastrodomenico 2026

 Pubblichiamo il bando del Premio Lucia Mastrodomenico anno 2026, XII edizione, con la domanda di partecipazione, la liberatoria.

Quest’anno partecipano al Premio le studentesse e gli stucenti delle scuole: Salvatore Di Giacomo(sia la sede di San Sebastiano al Vesuvio che quella di Volla), la Russo, la Custra e la Nicolini-Di Giacomo.

Si sono già tenute (il 16 gennaio scuola Russo, il 27 gennaio scuola Custra) le prime due giornate di presentazione. Seguiranno le presentazioni:

  • Nicolini Di Giacomo 3 febbraio 2026

  • Di Giacomo ( sede S, Sebastiano al Vesuvio) 13 febbraio 2026

  • Di Giacomo ( sede Volla ) 20 febbraio 2026

Possono partecipare al Premio, tutti gli studenti interessati, delle scuole summenziuonate.

Durante le giornate di presentazione è stato e  verrà chiesto, agli studenti, di compilare un questionario anonimo sull’educazione sentimentale.

Il bando sarà pubblicato inoltre, da ogni singola scuola partecipante, sui propri canali informativi.(NdR)



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BANDO PREMIO LUCIA MASTRODOMENICO

LICEI/SCUOLE MEDIE


TEMA della XII Edizione

“La cultura dell’amore non può essere una teoria astratta, ma deve farsi carne, cioè esperienza vissuta e condivisa, aperta al cambiamento e al riconoscimento delle reciproche differenze “.

Significativa è stata l'intervista di Lucia Mastrodomenico che, a fine 2006, incontrò la filosofa e psicoanalista Luce Irigaray, la quale, dopo la morte di Lucia, avvenuta il 1 gennaio 2007,  pubblicò l'intervista nel libro “Oltre i Propri confini” (Edizioni Baldini Castoldi Dalai - Milano, dicembre 2007).

Riportiamo in breve alcuni scambi di idee.

Lucia: Come opporci al consumo di noi stessi per salvare il nostro desiderio di amarci?

Irigaray: Rispettare l’altro come altro può essere una via per proteggersi dal consumo. Bisogna essere attenta, attento, alla differenza fra noi. Rispettare l’altro come altro è un mezzo per proteggere se stessi, mantenendo il due nella relazione.

Lucia: Che rapporto esiste tra desiderio e amore?

Irigaray: Ci sono molte forme di amore: l’amore per la natura, l’amore filiale, l’amore materno o paterno, l’amore per il paese, l’amore per Dio ecc. ma l’amore più compiuto è quello che esiste tra due persone adulte che si affidano l’una all’altra con tutto quello che sono. Ciò avviene solo se il desiderio esiste fra di loro.

Non sono sicura che molte persone conoscano che cosa è il desiderio. Forse è l’atteggiamento più proprio dell’umanità.

Lucia: Ma l’amore si può imparare?

Irigaray: Non solo si può ma si dovrebbe insegnare l’amore, in particolare a scuola. È la cosa più utile da insegnare: per l’individuo e per la società. Insegnare l’amore implica una cultura dell’intera personalità.

Dall’intervista emerge la necessità di un’educazione all’amore, che deve emanciparsi e crescere per essere attività e creazione.

Quanto conta per te l’amore?

Se amore è condivisione, perché per molti è ancora sottomissione all’altro o dipendenza dall’altro?

Tu, come vorresti essere amata? Tu, come vorresti essere amato?



Articolo 1 – Partecipanti, percorso formativo e struttura degli incontri

Il Premio “Lucia Mastrodomenico” – XII Edizione 2025/2026 è rivolto:

alle classi del Liceo “Salvatore Di Giacomo” (Sede Centrale e Sede di Volla),

alle classi delle Scuole Secondarie di I grado: “Russo” – “Custra” – “Nicolini Di Giacomo”

Ogni istituto potrà far partecipare da una a un massimo di tre classi. A ciascuna scuola sarà chiesto di organizzare un incontro unico per tutte le classi partecipanti.

Il percorso prevede un solo incontro formativo per ciascuna scuola,  strutturato in quattro momenti:

Introduzione Delle Dirigenti e delle docenti referenti dell’istituto coinvolto (presentazione del Premio).

Interventi dell’Associazione “Madrigale per Lucia”:

presentazione della figura di Lucia Mastrodomenico e  tema dell’edizione;

introduzione al questionario sull’educazione sentimentale.

Compilazione anonima del questionario, predisposto dall’Associazione in collaborazione con le docenti del le scuole partecipanti;

domande ed eventuale discussione 

La partecipazione all’incontro è riservata alle classi selezionate, ma la partecipazione al concorso è aperta a tutti gli studenti dell’istituto, anche non presenti all’incontro.



Articolo 2 – Elaborati ammessi e modalità di consegna

Gli studenti, individualmente, potranno presentare un elaborato sul tema proposto dal Premio, nella forma da loro scelta: racconto, poesia, saggio breve, testo argomentativo, fumetto, prodotto multimediale o altro formato ritenuto congruo.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro le ore 12  del giorno 14 marzo 2026  all’indirizzo email predisposto dalla scuola(ciascuna scuola socializzerà il proprio link agli studenti e alla commissione)

L’oggetto della mail deve riportare obbligatoriamente la dicitura:
Premio Lucia Mastrodomenico – XII Edizione – [Nome Istituto]

Alla mail devono essere allegati:

l’elaborato;

il modulo di partecipazione;

la liberatoria firmata.

Gli elaborati non devono contenere messaggi discriminatori, lesivi della dignità personale o riferimenti offensivi di natura religiosa, politica, razziale, sociale o sessuale.

La partecipazione al Premio comporta l’accettazione integrale del presente bando.



Articolo 3 – Commissione giudicatrice e premi

La Commissione Esaminatrice è presieduta, per ogni scuola,  dalla Dirigente Scolastica dell’Istituto Scolastico e composta da:

tre rappresentanti dell’Associazione “Madrigale per Lucia – ONLUS”;

la docente referente  dell’istituto scolastico partecipante

Sono istituiti premi distinti:

Premio Scuole Medie – Primo Classificato – pari a 100 euro (per ognuna delle tre scuole partecipanti)

Premio Liceo Di Giacomo– Primo Classificato (sia per la sede Volla che per la  sede S.Sebastiano al Vesuvio) – pari a 100 euro

La Commissione potrà assegnare menzioni speciali a lavori particolarmente meritevoli.

La  partecipazione al Premio darà diritto al riconoscimento del credito scolastico secondo la normativa vigente.

Il giudizio della Commissione è insindacabile e inappellabile.




Articolo 4 – Pubblicazione e premiazione

Le opere vincitrici e quelle segnalate saranno pubblicate sul sito ufficiale dell’Associazione:
www.madrigaleperlucia.org nella sezione Premio Lucia Mastrodomenico

La cerimonia di premiazione si terrà nel mese di aprile 2026  presso una sede da individuarsi secondo il calendario che verrà comunicato dalle scuole agli studenti partecipanti


Associazione Madrigale per Lucia Dirigenti scolastici





LIBERATORIA


Il/La sottoscritto/a

Nome…………………………………………... Cognome…………………………………………….

Genitoredi………………………………………………………………….


Partecipante per l’anno scolastico 2025/26 al Premio Lucia Mastrodomenico bandito in   collaborazione con l’Associazione Madrigale per Lucia - ONLUS



                                                               AUTORIZZA


L’Istituto  e l’Associazione Madrigale per Lucia - ONLUS all’utilizzo di  scritti, immagini, foto, audiovisivi ed elaborati espressivi del figlio/a



Nome…………………………… Cognome…………………………………

nell’ambito delle attività del Premio stesso.


L’utilizzo dei suddetti materiali potrà essere relativo a pubblicazioni interne o esterne quali notiziari  interni, pieghevoli, brochure, locandine, poster, inviti, giornali, riviste, sito internet, eventuali trasmissioni radio televisive.

È espressamente vietato qualsiasi uso in contesti che ne pregiudichino la dignità personale ed il decoro. La realizzazione e l’utilizzo dei materiali prodotti connessi al sopra citato Premio sono da considerarsi effettuate in forma gratuita.


Data…………………. Firma………………………

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE


Al Dirigente Scolastico 


Dichiarazione dell'alunno/a


_l_sottoscritt_________________________,alunn____della  classe_______sez.______________

delI’Istituto ___________________________________________________________________

esprime la propria intenzione a partecipare al Premio Lucia Mastrodomenico organizzato dall’Istituto e  dall’Associazione Madrigale per Lucia 

_l_ sottoscritt_ dichiara di conoscere e di accettare il regolamento illustrato nel bando di concorso.


Data_____________               Firma dell'alunno/a______________________________

Dichiarazione di un genitore (o di chi ne fa le veci)



_l_ sottoscritt , dichiara di essere a conoscenza dell'intenzione del/della proprio/a 

figlio/a

di partecipare al Premio Lucia Mastrodomenico, organizzato dall’Istituto  e dall’Associazione Madrigale per Lucia, nonché del regolamento del medesimo, e di autorizzarne, pertanto, la partecipazione.


Data____/_______/_________



   Firma di uno dei genitori (o di chi ne fa le veci) ___________________




Davos, abbiamo un problema: le disuguaglianze non scandalizzano più

 di Paolo Venturi

tratto da “Avvenire” del 20 gennaio 2026 


Solo in Italia, nel 2025, la ricchezza dei miliardari è aumentata in media di 150 milioni di euro al giorno. Lo squilibrio nelle condizioni di partenza è ormai enorme ma il dibattito si concentra su altro. Succede perché le ingiustizie economiche e sociali sono ormai accettate: così però si prosciuga la democrazia.



Davos, abbiamo un problema: le disuguaglianze non scandalizzano più Uno dei panel in corso a Davos tra i vertici delle multinazionali hi-tech e i big della finanza / EpaParliamo spesso di disuguaglianze come se fossero un effetto collaterale spiacevole dello sviluppo, una specie di malattia inevitabile nelle economie complesse e globalizzate. Ma i dati freschi dal World Economic Forum di Davos, con il nuovo rapporto di Oxfam, ci obbligano a capovolgere questa storia rassicurante. Non è un incidente di percorso: le disuguaglianze non spuntano fuori per caso dal sistema, vengono costruite, tollerate e a volte persino incentivate da norme, regole fiscali e messaggi culturali che le rendono strutturali. In Italia, solo nel 2025, la ricchezza dei miliardari è aumentata in media di 150 milioni di euro al giorno – una cifra che da sola fa crollare qualsiasi favola meritocratica.

Il fatto più sconcertante, però, non è solo questo boom di ricchezza, ma che il sistema fiscale permetta a questi colossi di pagare, in proporzione, meno di un'insegnante o un infermiere. Qui il paradosso si fa politico e morale: chi guadagna di più dall'ordine economico contribuisce meno a mantenerlo, mentre il peso ricade su redditi da lavoro sempre più precari. Non è per distrazione o pigrizia. Sono scelte deliberate: un fisco che favorisce i profitti sul lavoro, un modello di crescita che vede la concentrazione di ricchezza come trofeo, non come minaccia alla democrazia. Parlare di disuguaglianze solo in termini di povertà crescente è troppo limitato. Non si tratta solo dei poveri che diventano più poveri, ma di condizioni di partenza sempre più sbilanciate, che rendono l'ingiustizia una strada dritta e prevedibile.

C'è poi un livello più subdolo, forse il più radicato: quello dell'immaginario collettivo. La disuguaglianza diventa digeribile grazie a una narrazione che santifica crescita e merito come valori puri, accessibili a tutti. Cresci? Te lo sei meritato. Resti indietro? Colpa tua. In questo quadro, le disparità iniziali – familiari, territoriali, educative – spariscono dal dibattito pubblico, anche se continuano a plasmare destini. Il futuro appare come una gara tra singoli, non come un progetto condiviso. Eppure i dati dicono altro: l'origine familiare resta un predittore potentissimo di istruzione, reddito, salute, aspettativa di vita; il luogo di nascita amplifica o frena le chance; l'occupazione sale, ma la povertà no. Non è un intoppo passeggero, è il frutto logico di un sistema che accetta l'asimmetria come pedaggio per la crescita.

Il pericolo maggiore è che questa normalizzazione dell'ingiustizia prosciughi la democrazia. Oxfam lo mostra chiaramente: i miliardari hanno un'influenza smisurata sulle decisioni pubbliche rispetto a un cittadino qualunque. Qui la disuguaglianza non è solo economica, ma di voce, accesso, futuro. Se vogliamo davvero affrontarla, basta con i cerotti: smettiamola di curare gli effetti e guardiamo alle radici. Non si compensano i ritardatari dopo il danno, si riscrivono le regole del gioco – fiscalità, istruzione, equilibrio tra lavoro e capitale, eredità, riconoscimento del lavoro di cura e dei beni comuni. Serve un impegno consapevole che rimetta al centro il protagonismo della società civile organizzata e riequilibri le partenze. Un aspetto che troppo spesso ignoriamo va rimesso in primo piano: il talento è sparso ovunque nella società, le opportunità no. Continuare a inneggiare al merito senza agire sulle condizioni che lo rendono possibile lo trasforma in un comodo pretesto per l'immobilismo. Una società così non è solo più disuguale, ma più fragile, più povera di speranze. Il vero nodo non è se le disuguaglianze convivono con la crescita, ma se reggono a una democrazia che pretenda di esserlo ancora. È una questione che tocca l'economia, la politica, e soprattutto la nostra responsabilità collettiva di sognare – e costruire – un futuro dove il punto di partenza pesi meno del cammino che si può fare.