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Galimberti: “Noi viviamo finché c’è qualcuno che ci ama”. Quando manca l’amore, succede qualcosa che non vediamo

 Tratto da “Mondo scuola”

La Redazione


Comunicare non basta più: senza amore perdiamo le relazioni, e con esse una parte di noi...

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Viviamo in una società sempre più orientata alla produttività, dove l’uomo rischia di perdere centralità: è la riflessione del filosofo Umberto Galimberti. Ciò che appare evidente è “un collasso dei sentimenti, delle relazioni autentiche, dell’umanità, perché le categorie prevalenti della tecnica e dell’economia globalizzata sono quelle della ragione strumentale: ‘raggiungere il massimo obiettivo con il minimo utilizzo di mezzi’. 

Al di fuori di questo non c’è pensiero: tutto il resto appare come sovrabbondanza, come eccesso, come spreco. Ma la dimensione umana non è solo razionalità, è anche sentimento che finisce invece per essere trascurato come valore”

D’altronde in una società come la nostra, nella quale sono aumentati esponenzialmente i mezzi di comunicazione, paradossalmente non abbiamo più niente da dire e ciascuno di noi si sente sempre più solo ed emarginato: le nuove generazioni, infatti, incapaci di provare emozioni, vivono una vera e propria anestesia emotiva che finisce con emarginarli dal mondo.

“Eppure la vita non è solo razionalità: è anche sentimento, ed è proprio questo che oggi rischia di scomparire.” Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi per renderla degna di essere vissuta, facendo rifiorire le proprie passioni ed ambizioni, sperimentando le proprie attitudini personali, esaudendo i propri sogni, così da vivere pienamente ed intensamente senza mai voltarsi indietro ma volgendo lo sguardo in avanti dove tutto è ancora possibile.


Ed allora cosa conta davvero nella nostra vita?

“La condizione elementare e fondamentale per continuare a vivere si chiama amore. L'aveva detto bene Freud: la vita funziona se qualcuno ci ama. Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita, verso tutte le altezze e tutte le profondità. Noi viviamo finché c'è qualcuno che ci ama: sono convinto che molte persone anziane 'se ne vanno' perché nessuno le ama più. I bambini non amati diventano intellettualmente deprivati e sentimentalmente incapaci di cogliere risonanze emotive nelle loro esperienze. L’amore è la categoria della vita ma comporta una condizione di gratuità: oggi mancano le condizioni dell’amore perché – in prevalenza dell’interesse come valore – la gratuità viene derisa e vista con sufficienza, come qualcosa di patetico”, queste le significative parole utilizzate da Umberto Galimberti per continuare la sua ragguardevole disamina.


La condizione fondamentale ed imprescindibile per continuare a vivere è proprio l’amore: si tratta di un sentimento profondo, capace di arricchire la nostra vita, rendendola degna di essere vissuta.

D’altronde “l’amore è un’opera d’arte, è scoprire il segreto dell’altro, essendone curioso, nella sua continua cangianza”.

Spesso basta solo un piccolo gesto d’amore per permettere a chi ci sta accanto di rifiorire: si pensi, ad esempio, agli anziani che alle volte avrebbero solo bisogno di un caldo abbraccio o di una dolce carezza per continuare a vivere serenamente, perché l’amore riempie il cuore di gioia e può salvarci veramente; anche i bambini hanno bisogno di sentirsi amati, protetti, desiderati dai propri genitori, perché ciò che conta è l’affetto ricevuto ed ogni attenzione è una forma di amore.


Morto Paolo Cirino Pomicino. L'ex ministro Dc aveva 86 anni

di Redazione online del Corriere della sera


E' stato un esponente di primo piano durante la prima repubblica.

Cirino Pomicino: «Andreotti di politica non capiva un granché. Se avessi aiutato Gardini oggi sarei milionario»

È morto Paolo Cirino Pomicino, esponente della dc negli anni della prima repubblica e ministro in più governo. Aveva 86 anni. La sua parabola politica aveva raggiunto il suo apice negli anni '80 quando aveva ricoperto le cariche di ministro della funzione pubblica (governo De Mita) e del bilancio (governo Andreotti).   

Nato a Napoli nel 1939, era stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1976 dopo essere stato anche consigliere comunale e assessore nella sua città natale. Tra il 2004 e il 2006 era stato anche Europarlamentare. 


Molto legato a Giulio Andreotti. Cirino Pomicino ha incarnato il potere politico al punto da vedersi affibbiati soprannomi un po' perfidi, un po' scherzosi quali «o' ministro» o «vicerè». A Napoli aveva conquistato il ruolo di leader della Dc, tanto quanto Di Donato lo era per il Psi e Di Lorenzo per i liberali. È stato coinvolto in diverse inchieste per corruzione (se ne contano 42) negli anni '90 ma è sempre uscito assolto dai processi, a volte a distanza di molti anni dall'incriminazione. Ha patteggiato invece una pena (un anno e 8 mesi) all'interno del processo per la maxi tangente Enimont, un «obolo» di 5 miliardi di lire girato alla Dc. 

Paolo Cirino Pomicino e il suo commento all'elezione di Giorgia Meloni: «L'intero sistema politico è collassato»

Conclusi i processi, era tornato alla politica attiva aderendo all'Udeur di Clemente Mastella e venendo eletto a Strasburgo per il Partito Popolare. Nel 2006 viene eletto nuovamente a Montecitorio nella liste della Nuova Dc ma l'anno successivo è costretto ad abbandonare la politica attiva per problemi di salute (verrà sottoposto anche a un trapianto di cuore). 


(Quasi mai riportiamo notizie relative ad esponenti politici. Ma, di Cirino Pomicino vogliamo ricordare il grande amore per la moglie, Lucia,  che non mancava mai di menzionare,  anche in ogni occasione pubblica. NdR)