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Teresa Ravaschieri, una vita per i bambini.

 


“Inauguro l’Ospedale il 4 novembre 1880 il giorno dell’onomastico di Lina. Cara Lina, credo di non aver dimenticato niente e soprattutto sei tu l’ispiratrice di tutto questo”

Teresa Filangieri Ravaschieri


L’ospedale Santobono Pausilipon è l’ospedale pediatrico di riferimento di tutta l’Italia meridionale, ospedale le cui fondamenta affondano tutte nel lavoro illuminato ed incessante di Teresa Filangieri Ravaschieri (1826-1903) nobildonna napoletana, nipote dell’illuminato giurista Gaetano, ma soprattutto intellettuale e filantropa, impegnata nella promozione dell’educazione e della formazione (diremmo oggi nell’empowerment delle classi meno abbienti) quale base di consapevolezza e presupposto delle libertà personali.Teresa si affaccerà sempre con maggiore incisività sulla scena istituzionale;negli anni Sessanta dell'800 Leopoldo Rodinò la nomina patrona della scuola-convitto per fanciulle cieche fondata da Lady Strachan. Più tardi, condurrà con altre benefattrici un'inchiesta sui reali educandati, e, durante il colera del 1873, le sarà affidata l'organizzazione di cucine popolari gratuite.


L’impegno di Teresa Ravaschierinel campo dell’assistenza ai bambini affonda però le sue radici nel dolore per la  perdita della figlioletta Lina morta prematuramente all’età di dodici anni per un male incurabile. Teresa trasformerà il suo dolore in impegno sociale di cura reale nei confronti di quella infanzia e fanciullezza dolente, malata non solo nel corpo ma anche nello spirito. Fonda nel 1880 il primo ospedale pediatrico, intitolato alla memoria della piccola Lina, per la cura chirurgica delle malformazioni scheletriche esito di rachitismo, tbc, sifilide, principali patologie dell’epoca che affliggevano soprattutto i bambini indigenti, facendo della cura medica un atto umano e valoriale. Potremmo definirla la prima persona che mette al centro della cura il bambino con le sue necessità complessive, tema attualmente nevralgico ed alla base delle politiche programmatorie degli ultimi decenni.


La cura per Teresa Ravaschieriè imprescindibile dalla carità e la carità a sua volta non può fare a meno della bellezza. Infatti Teresa chiederà a Francesco Jerace, scultore ed artista contemporaneo (peraltro con lo studio vicinissimo alla sede dell’ospedale)di abbellire le stanze dei bambini e l’ospedale tutto; opere, quelle di Jerace che ancora si possono ammirare nei locali del palazzo in via Ravaschieri. 

Teresa Ravaschierici offre anche uno spunto attualissimo di organizzazione di un ospedale; leggendo i suoi scritti quotidiani, si riscontrano schemi organizzativi, necessità economiche contabili,nonché capacità di raccogliere finanziamenti necessari al mantenimento complessivo dell’ospedale – anche il re e la regina saranno i finanziatori di due posti letto- una vera e propria “fund-riser” ante litteram.

Negli anni dedica alla figlia Lina e all’ospedale pediatrico due pubblicazioni, Lina (Giannini, 1876) e Come nacque il mio ospedale (Pansini, 1903).


I tempi sono cambiati, anche le malattie si evolvono e cambiano; il rachitismo e la tisi hanno lasciato  il posto a nuove patologie, un po’ figlie dei tempi, basti pensare all’obesità impensabile solo 60 anni fa, oppure alle malattie genetiche, od anche ai disturbi psicologici che affliggono sempre più bambini ed adolescenti, in ogni caso, quale che sia la malattia ci sono  i bambini e le bambine con i loro problemi di salute rispetto ai quali andrebbe sempre garantita la necessaria assistenza senza mai perdere di vista quel sistema valoriale tanto caro a Teresa fatto di rispetto, attenzione ed umanità.

Siamo con Teresa nel credere che attraverso la quotidianità della cura, la continuità della relazione terapeutica, spesso mediata dalla mamma o dal papà, la presa in carico della fragilità dei bambini si possa coltivare il potenziale di ciascuno di loro, affinché l’esperienza della malattia possa trasformarsi in opportunità di crescita e dignità “perché la carità è amore e non può fare a meno della bellezza.”


Maria Vittoria Montemurro