Comincia a concretizzarsi il pensiero che l’IA (Intelligenza Artificiale) può essere dannosa non solo per chi la utilizza, ma per tutta l’umanità. Da tempo se ne discute ma si conoscono, solo in parte, i rischi che l’IA comporta a livello individuale, sociale, politico.
In queste ultime settimane, l’ipotesi che l’IA possa far male, anzi arrivare a distruggere tutta l’umanità, comincia a farsi strada e viene riportata, in prima pagina, sui media, a livello internazionale.
A dirlo non sono gli utilizzatori, ma gli stessi ricercatori e manager che lavorano e gestiscono tutte le innovazioni che IA comporta. Facciamo alcuni esempi:
Dario Amodei (nato a San Francisco da padre toscano e madre statunitense) Ceo di Antrophic, ha affermato che: “entro 6 – 12 mesi l’IA potrebbe perdere il controllo della rete”. Ha lanciato la proposta di rallentare lo sviluppo dell’IA, in quanto il rischio che sfugga al controllo umano non è poi così peregrino. Ci sono rischi non solo finanziari ma anche di cyber attacchi e bioterrorismo. Ha quindi proposto un piano per rallentare lo sviluppo dell’IA che coinvolga tutti i paesi democratici.
Sam Altman, Ceo di OpenAI, dopo aver lanciato vari allarmi sui rischi che uno sviluppo tumultuoso dell’IA può comportare per l’intera umanità, ha rinunciato a quotare OpenAI in borsa.
A sorpresa, anche Elon Musk fondatore di SpaceXAI, quello che è ritenuto l’uomo più ricco al mondo, si è unito ai colleghi dicendosi d’accordo nel rallentare lo sviluppo dell’IA.
Questo lo scenario tecnico-imprenditoriale. Come si posizionano i politici? Trattandosi di un fenomeno globale tra i più rilevanti al mondo, riportiamo le prese di posizione dei Presidenti dei due paesi più attivi al riguardo:
Il Presidente Donald Trump è assolutamente contrario al rallentamento. Recentemente ha affermato, parlando degli USA: “Siamo davanti alla Cina nel settore dell’intelligenza artificiale e dobbiamo rimanerci. Chi vince nel campo delle tecnologie vince tutto”
Il suo omologo cinese,Xi Jin-ping, ha annunciato che la Cina vuole rilanciare, nel settore dell’AI, e che, a breve, guiderà una zona aperta per l’AI, con gli undici paesi facenti parte del BRICS, tra cui Brasile, Russia, Cina, India e Iran.
Uno scenario politico che, per ora, non pare tener conto dei timori avanzati dai tecnici del settore, in particolare da Amodei e da alcuni ricercatori che hanno parlato di rischio, se non si inverte la tendenza, di estinzione dell’umanità nel corso di un decennio.
Jacob Coxon, ricercatore di Antrophic si è dimesso in quanto ritiene che Antrophic ed OpenAI sono divenuti sistemi capaci di migliorarsi autonomamente al punto di sfuggire al controllo umano dei suoi stessi inventori e divenire capace di operare, fuori da ogni controllo, in materia di cyber sicurezza, bio armamenti, eludere il controllo umano e operare con strumenti autonomi in tempi rapidissimi.
Cosa può al riguardo la cosiddetta società civile? cosa possiamo fare noi cittadini, gruppi, associazioni che operiamo al di fuori delle istituzioni politiche e statali? E’ presto detto:” resistere, fare rete, continuare a studiare”!
Continuare a studiare, come ci indica l’interessante pezzo di Maria Vittoria Montemurro, “Imparare ci fa bene” che volentieri pubblichiamo a seguire.
“Perché imparare se le macchine sanno già tutto?” perché, ci ricorda la Montemurro “con l’IA arrivi prima alla meta, ma ti perdi il fascino del viaggio”
Roberto Landolfi