testata registrata presso Tribunale di Napoli n.70 del 05-11-2013 /
direttore resp. Pietro Rinaldi /
direttore edit. Roberto Landolfi

Una bambina e basta

 Giornata della Memoria 2026

Luciana Pacifici era una bambinella di soli otto mesi, quando salì sul treno che la portava con i genitori ed i fratellini al campo di sterminio diAushwitz, dove però non arrivò mai perché fame, freddo, e le condizioni disumane del viaggio se la portarono prima dell’orrore della fine riservata agli “inutili bambini”. Luciana era nata a Napoli con ascendenti paterni toscani; infatti proprio in Toscana fuggì con la sua famiglia per scampare ai rastrellamenti degli ebrei napoletani; fu lì che, dopo qualche mese, la segnalazione anonima del gruppo familiare all’autorità fascista portò al loro arresto ed alla successiva consegna alle truppe naziste. Luciana, a soli otto mesi, fu caricata il 30 gennaio del ’44 sul convoglio 6 del treno che partiva da Milano per Aushwitz dal tristemente noto binario 21.

Alla più giovane vittima napoletana della Shoah, nel 2015, è stata intitolata una via, al borgo Orefici a Napoli, via che dal 1970 portava il nome del giurista Gaetano Azzariti, presidente del Tribunale della razza durante il fascismo.Anche una delle nove pietre di inciampo presenti a piazza della Borsa a Napoli, ricorda la piccola Luciana Pacifici, insieme ad altri cittadini napoletani che non fecero ritorno dal campo di sterminio.



Memoria e partecipazione restano potenti strumenti efficaci per contrastare oblio ed indifferenza, per consentire la resistenza ad orrori come quelli che tutti i giorni passano sotto in nostri occhi nei confronti di popolazioni inermi e soprattutto di bambini inermi che riescono nonostante tutto ad essere esempi di grandezza rigenerativa, perché, come scrive magistralmente Lia Levi (premio Elsa Morante-opera prima nel ’94 ndr),in fondo Luciana era una “bambina e basta”.


Per non dimenticare, MAI.


Maria Vittoria Montemurro