testata registrata presso Tribunale di Napoli n.70 del 05-11-2013 /
direttore resp. Pietro Rinaldi /
direttore edit. Roberto Landolfi

L’anno internazionale delle donne agricoltrici 2026 - FAO

 

(fonte foto FAO)

L'Anno internazionale delle donne agricoltrici 2026 è stato proclamato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la FAO che ne guida l'attuazione in collaborazione con il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo ed il Programma Alimentare Mondiale. 

123 Stati membri delle Nazioni Unite hanno formalmente appoggiato la risoluzione per l’Anno internazionale delle donne agricoltrici.

Da decenni i dati della FAO dimostrano che le donne agricoltrici producono cibo, gestiscono le aziende agricole, trasformano i prodotti e sostengono le comunità rurali, ma il loro lavoro è spesso invisibile, non retribuito o sottopagato. Questo Anno mira a cambiare questa narrativa, ma anche a modificare le politiche, gli investimenti e le mentalità.

In tal senso riportiamo i contenuti di recenti trasmissioni di informazione a cura di Ilaria Sisto, funzionaria di pari opportunità uomo Donna e sviluppo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e alimentazione FAO.


Le donne agricoltrici svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione dei sistemi agroalimentari, nella gestione delle risorse naturali, e nella creazione di mezzi di sussistenza resilienti. Possiedono conoscenze e competenze uniche per mantenere la biodiversità, selezionare, migliorare e adattare le varietà vegetali locali, coltivare colture trascurate e sottoutilizzate e allevare piccoli animali. 

Le donne agricoltrici e le popolazioni indigene hanno conoscenze e responsabilità uniche, che sono essenziali per la sicurezza alimentare e la nutrizione delle famiglie.

Le donne agricoltrici non costituiscono un'unica categoria. Tra loro ci sono piccole proprietarie terriere, contadine che lavorano nell'azienda di famiglia, lavoratrici agricole, pescatori, pastori, silvicoltrici, addette alla trasformazione dei prodotti, commercianti, imprenditrici, scienziate e detentrici di conoscenze. Molte sono impegnate nel lavoro informale e combinano l'agricoltura con l'assistenza e il lavoro domestico. Sono donne giovani e anziane, donne indigene, donne migranti, donne con disabilità.

In Italia le donne agricoltrici sono molto attive nell'agricoltura sostenibile, nell'agricoltura biologica, nell'agriturismo, nelle filiere corte e nella conservazione delle tradizioni alimentari locali.  Sono anche donne innovatrici, che combinano la tradizione con approcci moderni, strumenti digitali e nuovi modelli di business. Tuttavia, devono affrontare delle sfide, dall'accesso ai finanziamenti, al riconoscimento e all'equilibrio tra vita professionale e privata. 

Il ruolo cruciale delle donne è spesso sottovalutato e le loro voci sono spesso emarginate. Le donne agricoltrici e quelle che vivono in zone rurali devono affrontare molte sfide in termini di potere e capacità di agire. Hanno meno accesso degli uomini alle risorse produttive, ai servizi, al lavoro decente ed alle opportunità economiche. 

L'attenzione inadeguata al genere, all'età e ad altri fattori sociali da parte dei responsabili politici, nonché i pregiudizi di genere insiti nelle istituzioni possono ostacolare il raggiungimento di risultati verso le pari opportunità. 

(fonte foto FAO)

A livello globale, le donne costituiscono circa il 41% della forza lavoro nel settore agroalimentare e in molte regioni l'agricoltura è una fonte di occupazione ancora più importante per le donne che per gli uomini. Nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale, la maggior parte delle donne che lavorano, circa il 70%, è impiegata nei sistemi agroalimentari.Eppure le donne agricoltrici devono affrontare persistenti disuguaglianze. In genere gestiscono appezzamenti più piccoli, guadagnano meno, hanno condizioni di lavoro più precarie e meno accesso alla terra, al credito, alla tecnologia e ai servizi quali l'istruzione, la divulgazione e il credito.
Le donne che lavorano nei sistemi agroalimentari guadagnano in media solo 78 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini e, anche quando gestiscono aziende agricole di dimensioni simili, la loro produttività è inferiore del 24%.
Questo divario non é a causa delle diverse competenze, ma di norme sociali discriminatorie e di un accesso ineguale delle donne alle risorse e ai servizi.
La ricerca dimostra che se fossimo in grado di colmare questi divari di genere, potremmo ridurre l'insicurezza alimentare per 45 milioni di persone e generare fino a un trilione di dollari di guadagni economici globali. Il potenziale è quindi enorme.
Le donne spesso devono affrontare barriere strutturali legate al genere nei sistemi agroalimentari, alle norme sociali restrittive ed i ruoli di genere che riducono significativamente le loro opportunità.

Dalla agricoltura e dal sistema agroalimentare dunque la riflessione sull’opportunità di cura e miglioramento dei sistemi sociali, riconoscendo alle donne il loro ruolo determinate nell’economia. Così ci piace commemorare la Giornata internazionale dei diritti delle donne e guardare al Futuro così minaccioso con una luce di speranza.

Maria Vittoria Montemurro