testata registrata presso Tribunale di Napoli n.70 del 05-11-2013 /
direttore resp. Pietro Rinaldi /
direttore edit. Roberto Landolfi

Assenza

I nostri lettori più affezionati ricorderanno che, durante l’estate, a partire da una frase di una celebre canzone di Fabrizio De Andrè “Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori” pubblicammo una serie di riflessioni sul tema “povertà”.

Per le festività di fine anno ci siamo lasciati ispirare da un celebre testo di Paolo Conte e Vito Pallavicini, cantato da Caterina Caselli: “Insieme a te non ci sto più”. Il brano, fu pubblicato nel 1968 e ritenuto, dai giovani contestatori dell’epoca “futile”. In seguito, valutato giustamente per la bellezza che richiama, è entrato a far parte del patrimonio della musica (leggera?) italiana, ripreso da Franco Battiato, e inserito da Nanni Moretti nel suo film forse più intenso e commovente “La stanza del figlio”. A partire da “Insieme a te non ci sto più” tratteremo il tema dell’Assenza

Durante le feste di Natale e Capodanno, dopo la caotica fase di preparazione, tra il vociare dei rituali pranzi e lo scambio dei regali, nella post liturgia familiare, ci sono spesso momenti nei quali ci si trova soli e alle volte si trova il tempo per riflettere. 

Il Natale si sa ha i suoi riti e la famiglia domina la scena. Dopo gli ormai lontani anni della contestazione giovanile (1970) che tanta ideologia produssero, ma pochi o nessun cambiamento sostanziale determinarono, e dopo gli anni 90 caratterizzati dell’edonismo e dell’individualismo, nel terzo millennio è per tutti normale ritrovarsi in famiglia durante le feste natalizie.

Pensando alla mia famiglia, non posso che ricordare mia madre la quale, pur essendo molto religiosa, odiava i riti annessi e non vedeva l’ora che le feste finissero, che si riprendesse la “vita normale”. Le interessava solo il vero Natale, quello della piccola processione che lei organizzava, a casa, per portare in giro Gesù bambino accompagnata dai canti tradizionali e farlo depositare nel presepio dal più piccolo della famiglia, allo scoccare della mezzanotte del 24 dicembre. Procedeva in testa alla processione, solo dietro al più piccolo della famiglia, e rideva di gusto, come poche altre volte l’abbia mai sentita ridere.

Mia madre ora non c’è più ed avverto la sua assenza. Non solo durante le feste sia ben chiaro, ma durante le feste, le assenze si sentono di più. 

Il tema dell’assenza è dunque, durante le festività natalizie, quanto mai presente.

Come i nostri lettori sanno abbiamo una collaborazione ormai matura tra soci dell’Associazione Madrigale per Lucia e insegnanti delle scuole che partecipano al lavoro del Premio dedicato a Lucia. Abbiamo pensato di chiedere a questo gruppo di persone di proporre scritti, brani, poesie, sul tema “assenza” da pubblicare.

Ecco dunque, a seguire, i contributi che ci sono pervenuti; citeremo di volta in volta la fonte che ce li ha segnalati. Buona lettura. (RL)