Un paese intero, i ricordi che mi abitano, l’identità che non smette di chiamarmi e il desiderio profondo di non perdere le radici.
In questa Polaroid guardo il mio territorio come si guarda casa: senza distanza, senza filtri, con rispetto.
Le case si stringono tra loro, si sorreggono a vicenda.
Sono corpi che portano addosso il tempo, le assenze, le partenze e i ritorni mancati. I colori consumati, le facciate imperfette, parlano di una bellezza che non chiede attenzione ma ascolto.
È qui che riconosco me stessa.
Il mio lavoro nasce da qui.
Fotografare il paesaggio per me non è descriverlo, ma trattenerlo.
È un modo per dire: io appartengo a questo luogo e questo luogo appartiene a me.
La Polaroid diventa memoria fisica, fragile, unica, come lo sono i ricordi e come lo è il legame con la terra.
Emanuela Di Guglielmo
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Calitri (Av) Foto di Emanuela Di Guglielmo |
